Una bandiera della cucina tipica bolognese, un ambasciatore dei sapori emiliani, un baluardo della città felsinea. Nel pieno centro di Bologna, ospitato nello storico Palazzo della Zecca, c’è il ristorante Rodrigo. Un’istituzione, visto che è attivo dagli anni Quaranta. Nel 1974 è stato rilevato dal suo attuale proprietario, Enzo Venturi, dopo che già ci lavorava come chef da almeno vent’anni. Una lunga storia di successi che si può leggere anche nelle foto appese alle pareti, negli arredi, negli oggetti collezionati sulle mensole. Eleganti lampadari di Murano creano una atmosfera soffusa e di classe. Il ristorante è diviso in una sala principale e in una più piccola per riunioni di lavoro e feste. Originale il banco bar, realizzato con vecchie casse di legno di whisky scozzesi. Il Rodrigo è stato dagli anni Sessanta il punto di riferimento della redazione del Resto del Carlino. Ancora oggi vi si incontrano personaggi famosi del mondo imprenditoriale, dello spettacolo e del teatro.

Cosa si mangia

La cucina dello Chef Enzo Venturi è una cucina tipica bolognese che ben contribuisce alla nomea di Bologna la grassa. Venturi cucina i piatti ancora come si faceva cento anni fa. Le paste sono fatte in casa al matterello: Tagliatelle, tortelloni, garganelli tirati sul pettine, passatelli. Principe delle paste bolognesi, ovviamente, l’immancabile Tortellino, cucinato al Rodrigo in tutte le maniere: con la panna fresca, al ragù o pasticciato anche se “la morte del tortellino – dice Venturi – è il brodo”. I condimenti della pasta variano a seconda delle stagioni. In autunno porcini e tartufi. Poi ovviamente radicchio, carciofi, asparagi e tutte le verdure di primizia. La lista dei secondi contempla tutti i tipi di carne dal Maiale, al manzo, all’agnello, cotti sulla brace di legna. Venturi dedica grande importanza al pesce, ovviamente freschissimo, il quale trova moltissimo spazio nel menù.

Cosa si beve

La cantina del Rodrigo comprende 400 etichette selezionate tra i principali vini italiani ed esteri, tra cui alcune bottiglie vecchie di 50 e 60 anni che fanno gola ai collezionisti. La carta offre quindi un completo panorama dell’eccellenza enologica. Ricchissima la carta dei distillati che comprende numerosi cognac rari, brandy, whisky e grappe, tra i migliori prodotti al mondo.

Fiore all’occhiello

La forza di una cucina tradizionale naturale che tralascia le ricette troppo elaborate e pesanti con il fine di esaltare il sapore degli ingredienti nella loro semplicità.